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Aerography

DI COSE PERDUTE E COLORI CHE DANZANO

di Marta Raviglia

La chiave è la diversità.
Che è una risorsa inestimabile.
Che porta con sé confronto e nutrimento.
Che comporta la necessità di rimettersi in discussione e di imparare dall’altro.
E di sapersi mettere da parte per sentirsi, invece, parte del tutto.

La chiave è l’unicità.
L’esercizio e l’affermazione del gusto.
L’urgenza di raccontare e raccontarsi.
Il riconoscimento dello slancio interiore e la sua traduzione in azione.

La chiave è la cooperazione.
La condivisione del tempo e dello spazio.
Il rimescolamento delle competenze.
La capacità di ascoltarsi ed ascoltare.
Il coraggio di accettare e trasformare.

La storia è quella di tre musiciste che le circostanze della vita hanno fatto incontrare e che hanno scelto di percorrere parte del loro cammino insieme. Queste tre musiciste sono unite dal desiderio di trovare attraverso la musica una chiave di lettura del mondo che le circonda, ma anche dal desiderio incondizionato di riaffermare la necessità delle proprie scelte. Sono impavide queste musiciste e, forti del loro talento, del loro entusiasmo e della loro passione, hanno pensato che fosse giunto il tempo di lasciare un primo segno del loro passaggio su questa Terra come testimonianza di un percorso di crescita collettivo.

Registrare la musica continua ad essere un atto del tutto sovversivo – soprattutto quando questa stessa musica è frutto dell’incontro ed è determinata in parte dall’imprevedibilità delle pratiche improvvisative, in parte dalla fissità delle strutture. Il timore, del tutto lecito, è quello che la registrazione non restituisca la forza dirompente di quanto può accadere sul palcoscenico ma questo, di certo, non è il caso di Natalia, Ginevra e Sara che scelgono la strada della misura e mettono in campo le storie, i sogni, le discussioni accese, l’esperienza e un certo talento per la condivisione.

Aerography è contemporaneamente un punto di arrivo e un punto di partenza. È un disco, bello coerente e coeso e fotografa un momento speciale del percorso di queste tre musiciste – quello dell’acquisizione di una maggiore consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. Quello del riconoscimento della propria unicità e della propria diversità. Quello del desiderio di farsi da parte per un po’ e mettersi al servizio di qualcosa di molto più grande.

Aerography è solo il primo passo. Presto ce ne saranno altri. Non c’è da temere.

Marta Raviglia
Ferrara, 27 febbraio 2019

Aerography

di Le Scat Noir

Il concept del nostro primo album vuole evocare l’idea di una pittura vocale che delinea la sua forma e i suoi colori attraverso l’aria, l’elemento su cui si sviluppa il suono delle nostre voci.

Questa forma dà vita alle nostre canzoni che raccontano storie di sentimenti e del vissuto, che si popolano di narratrici immaginarie dalla sensibilità fortemente femminile, le quali ci mostrano il loro punto di vista sulla realtà e sui sogni.

Questo album è il frutto di cinque anni di esperimenti, lavoro ed esperienze vissute insieme.

CREDITS

Le Scat Noir

Ginevra Benedetti – voice

Natalia Abbascià – voice, violin

Sara Tinti – voice, piano

Featuring

Francesco Zaccanti – double-bass (on tracks 2, 5, 6)

Gianfilippo Invincibile – drums (on tracks 2, 5)

Anselmo Luisi – body percussion (on tracks 1, 4)

Recording and Mixing Engineer, Music Producer

Federico Mattioli

Graphics – Andrea Fontani

Photos – Rita Bertoncini

TRACKS

  1. We Don’t Know If Everybody Feels The Same
  2. Cose Perdute
  3. Like A Small Rake (Song For Martina)
  4. Precious
  5. Colours Are Dancing
  6. Black Boxes
  7. A Message
  8. Judi, The Child
  9. Robin Effect
  10. The Tenth
  11. Onion Blues (BONUS TRACK)

All Rights Reserved – 2019

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